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La Mulattiera Sospesa

Lunedì 20 settembre, uno degli ultimi giorni di ferie, e quale occasione occasione migliore per tornare in uno dei posti più interessanti di queste ultime stagioni di esplorazioni con la mtb. Mi riferisco alla valle del Tolmino, per lo più sconosciuta agli italiani e invece considerata, giustamente, un posto mitico dai biker sloveni, un vallone selvaggio e solitario di una bellezza strana, che le fotografie non riescono a trasmettere per intero, teatro di tragiche battaglie durante la Prima Guerra Mondiale che hanno lasciato resti di grande rilevanza storica visibili ancora oggi. A noi biker la cosa che interessa di più sono senz’altro le mulattiere militari che servivano agli spostamenti di truppe e materiali, oggi ridotte in larghezza a single track in condizioni spesso discrete e in certi casi ottime, a dispetto dei quasi 100 anni passati. Una in particolare merita la nostra attenzione, quella che da Tolminske Ravne, alpeggio a 900 metri di quota sopra Tolmino, porta ai 2058 metri della Krnska skrbina, ovvero la sella tra Monte Nero (Krn in sloveno) e Monte Rosso: era questa la via austriaca di rifornimento al Krn Lager (in tedesco magazzino) posto in posizione strategica sul fianco orientale del Mali Peski, attivo anche d’inverno, e per svariati km venne scavato letteralmente nella roccia ad una quota costante fra i 1300 e i 1600, esposto sul vallone sottostante e ancora oggi spettacolare da percorrere, possibilmente in sella ad una mtb.
Avvertenza importante: in Slovenia qualche anno fa è entrata in vigore una legge che vieta la mtb sulle mulattiere e sentieri larghi meno di 1,5 metri, praticamente su tutti i sentieri di montagna, come purtroppo accade in Veneto e Trentino, ma, per nostra fortuna, la legge non viene applicata per mancanza di controlli. E’ estremamente consigliato pertanto evitare i fine settimana e i giorni festivi, nonché i mesi di luglio-agosto, in particolare nella zona di planina Dobrenjščica frequentata dai cacciatori del luogo che non vedono di buon occhio i biker, come si legge nei forum sloveni di mtb (per noi italiani accessibili solo grazie a google translator!).
Il percorso consigliato è la salita su asfalto a Tolminske Ravne, che, stranamente per uno come me allergico al bitume, è rilassante e piacevole nonostante la perdita di quota per scendere al ponte sul Tolmino. Arrivati a Tolminske Ravne, alla fine delle case, si seguono le indicazioni per la planina Razor e si inizia a pedalare sulla mitica “mulatjera” con una pendenza perfetta per far girare le pedivelle: sarà anche suggestione, ma si sente subito che questa non è una semplice mulattiera di montagna come le altre, quello che si sta facendo non è solo mountainbike, è anche rivivere in un qualche modo un capitolo di Storia, apprendere le cose senza solo leggerle nei libri.
Più avanti la pendenza aumenta e la larghezza si restringe, si spinge così la bici a piedi fino in vista della planina e del rifugio vicino dove i piú volonterosi possono risalire in bici per l’ultima ripida rampa erbosa. L’itinerario a questo punto prosegue a sinistra sulla bellissima mulattiera inerbita quasi pianeggiante superando il cartello del Triglavski Narodni Park, e seguendo il segnavia 1 che contraddistingue la Transzverzala slovena si entra nella faggeta e con bel percorso in saliscendi si arriva ad un bivio segnalato: andare dritti in direzione Spondj Kali. Al successivo bivio bisogna salire a destra per la planina Kal ignorando l’invitante sentiero che prosegue dritto e che scende a Čadrg, e questa è un altra discesa apprezzata dai biker sloveni. La salita per superare i 200 metri fino alla casera anche qui va fatta a piedi, alla planina si risale sulla destra per ancora 50 metri fino a riprendere la mulattiera a sinistra di nuovo pianeggiante: subito dopo, passato un costone del sovrastante Tolminski Migovec, si entra nella parte piú spettacolare del percorso, siamo finalmente sulla mulattiera strappata alla roccia dai picconi e dalla dinamite un secolo fa, e ci stiamo pedalando sopra come fosse una stradella di campagna con alla nostra sinistra un bel salto di centinaia di metri! La traccia spesso si restringe, attraversa tratti ghiaiosi e in parte franati, oltrepassa una cappelletta in memoria degli Alpini caduti, eretta nel dopoguerra dagli italiani quando ormai Tolmino era passata all’Italia, e presenta qualche breve salita che costringe a scendere, fino a q.1586 da dove inizia la discesa vera e propria a planina Dobrenjščica e alle sorgenti del Tolmino: rimane comunque un esperienza unica che si stampa indelebile nella memoria di ogni biker.
La discesa alla planina Dobrenjščica inizia su sentiero strettino e un po’ invaso dall’erba, poi però, quando entra nel bosco, diventa divertente e mossa, con dossi, cunette e sponde ad hoc per alzare il piacere della guida. Dopo una doverosa sosta alla malga, una specie di rifugio privato risistemato dai cacciatori locali, si riprende la discesa che, ad essere sinceri, si presenta piuttosto tecnica per l’erosione dell’acqua che ha rovinato il sentiero, ma nell’insieme del giro quello che altrimenti sarebbe condiderato un punto a sfavore qui conta relativamente, e anche il dover smontare in qualche punto dalla bici non è poi un dramma. Più sotto diventa tutto più facile, arrivando così al fondovalle dopo una discesa continua di 900 metri. Oltrepassato un ponticello in pietra giungiamo alle sorgenti del Tolmino e possiamo assaporarne l’acqua freschissima alla fonte all’ombra dei faggi. A sinistra del ponte si nota un sentierino che costeggia il torrente, seguirlo e in breve si è sul bel prato davanti ad una curiosa casetta nel bosco, la planina Pod Osojnico, si segue il sentierino che attraversa il terreno recintato della malga e si continua sulla larga mulattiera che con una breve salita arriva ad una selletta con cancello. I single track sono ormai alle nostre spalle, ci aspetta una discesa a Tolmino piuttosto lunga e tutta all’ombra, però molto varia, all’inizio su sterrata ghiaiosa, poi lastricata e veloce, infine larga e asfaltata, aperta al traffico e con qualche tratto in contropendenza. Per concludere in bellezza, arrivati alle prime case in località Ralne, praticamente dove si ha l’impressione di essere finalmente tornati alla luce dopo tanta oscurità, prendere il sentiero subito a sinistra (tabella) che porta allle gole del Tolmino, Tolminka korita, e godersi così ancora 150 metri di bel sentiero nel bosco fitto e venire scodellati direttamente davanti alla biglietteria delle gole! Girando a destra sulla stradina asfaltata, dopo neanche 100 metri prendere a sinistra la mulattiera che attraversa i campi e arriva ad un cimitero di guerra austriaco, da dove non resta che seguire dritti la strada asfaltata per il centro di Tolmino.
La gita nel suo insieme è lunga e per forza di cose adatta a biker allenati che non disdegnano di spingere qualche tratto la bici a mano, che non hanno fretta di concludere il giro per essere a casa presto, e soprattutto con la curiosità e la voglia di scoprire posti nuovi dietro l’angolo di casa.

Questa voce è stata pubblicata il 28 settembre 2010 alle 19:02. È archiviata in mtb con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

6 pensieri su “La Mulattiera Sospesa

  1. Se posso, vorrei chiederti info riguardo alla mulattiera Razor-Dobrenjscica
    E’ uno dei giri che punto da un po’ di tempo, forse uno di questi giorni riesco a liberarmi. Il mio dubbio è sulla reale percorribilità in (relativa) sicurezza di alcuni tratti con la bici in mano. Siccome alla fine c’e’ chi dice una cosa chi un’altra, poi in rete si vedono foto di tutti i tipi, non si capisce mai cosa ci si può trovare davanti realmente.
    Ad esempio tu hai pubblicato la foto di un tratto attrezzato col cavo, che mi fa riflettere, non vorrei trovarmi lì e alla fine dover tornare indietro. Cosa mi dici? Com’era realmente quando l’hai fatta?
    Se ti va di darmi qualche dettaglio (anche in privato) mi faresti un favore, se invece preferisci di no, non importa, grazie ugualmente😉
    Ciao, buone pedalate

    • Ciao Plter/Spargher, il passaggio della foto l’ho fatto due volte e l’ultima, due anni fa, non mi sembrava così terribile anche se un po’ più stretto della prima volta. Adesso non saprei dirti, l’unica sarebbe andarci e provare😉 Magari se passi di là puoi aggiungere un commento qui, mi farebbe piacere avere notizie aggiornate della mitica mulattiera.
      Have a nice trip.
      Ciao

  2. Ok, grazie delle dritte😉 mi hai tolto alcuni dubbi. Ti faccio sapere presto!

  3. Eccoci. In effetti il passaggio incriminato fa più paura in foto che dal vivo, tuttora riguardarlo mi viene il dubbio. Invece a trovarsi lì non sembra nulla che non sia fattibile con un minimo di prudenza. Gran giro!

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